Articoli giornale

LA CRESCITA NON CREA OCCUPAZIONE. LA DECRESCITA FELICE SI’.

novembre 9, 2014 by admin in Articoli giornale with 0 Comments

Chaplin-tempi-moderni

«Con la nuova legge di stabilità potrebbero esserci 800 mila nuovi posti di lavoro a partire dal 2015 per tre anni ma potremmo sbagliarci per difetto». Queste le parole e l’ennesima promessa del ministro dell’Economia Carlo Padoan.

Non si contano più le volte in cui i ministri dell’Economia degli ultimi tre governi hanno promesso la ripresa e la creazione di nuovi posti di lavoro. Promesse sempre smentite dai fatti, perchè non capiscono, o non vogliono capire, che l’economia della crescita è finita. Crescere ancora, crescere all’infinito non si può. In un sistema economico e di pensiero fondato sulla crescita infinita, parlare di economia e di decrescita felice non è facile. Ma bisogna cominciare a farlo.

Stante l’attuale e perdurante situazione di crisi, se fossi un economista mi andrei a nascondere. Serve un nuovo pensiero economico, libero dalle gabbie mentali e dagli schemi fallimentari dell’economia fondata sulla crescita del PIL. Per superare la crisi, serve un radicale cambio di paradigma culturale. Se fossi al posto di Padoan suggerirei al Premier Matteo Renzi di spostare la priorità dalla crescita del PIL alla crescita dell’occupazione utile.

La crescita del PIL, infatti, non crea occupazione: dal 1960 al 1998 il PIL italiano è cresciuto del 300% ma il numero degli occupati non solo è rimasto invariato in termini assoluti ma è addirittura sceso percentualmente dal 41,5% al 35,8% della popolazione. Ad una crescita così rilevante non è conseguito un aumento ma una diminuzione dell’occupazione.

Il motivo è semplice: in un sistema economico fondato sulla crescita e sulla globalizzazione, il mercato impone alle aziende di aumentare la competitività e la produttività, parole tanto care ai nostri politici ed economisti, che non significano altro che produrre sempre di più a costi sempre minori con sempre meno addetti, anche per l’automatizzazione dei processi produttivi. La logica conseguenza è che sempre meno persone percepiscono uno stipendio per rilanciare i consumi.

Dunque, quando Renzi e Padoan dicono che bisogna fare ripartire la crescita per creare occupazione, si illudono e prendono in giro gli italiani. L’unica strada per superare la crisi e creare davvero nuova occupazione, e di qualità, è la Decrescita Felice, come da anni afferma Maurizio Pallante girando l’Italia in lungo e in largo. Già nel 2012 Pallante pubblicò un manifesto-appello dal titolo significativo: Spostare la priorità dalla crescita del PIL alla crescita dell’occupazione in lavori utili: una proposta concreta.

Ristrutturare tutte le abitazioni, ridurre gli sprechi di energia e di materie prime, recuperare i materiali, salvaguardare l’ambiente, investire nelle migliori tecnologie per ridurre l’impronta ecologica sono tutte iniziative economiche potenzialmente in grado di creare milioni di posti di lavoro. Iniziative e settori strategici su cui investire e che devono diventare la vera priorità. Altro che la crescita del PIL!

Luca Salvi

ISOLE DI PLASTICA GALLEGGIANTI E RICICLO

agosto 6, 2014 by admin in Articoli giornale with 0 Comments

plastic

E’ pubblica la prima mappatura delle isole galleggianti formate da residui di materiali plastici e situate fra i continenti di america africa e australia. Il lavoro del team dell’ecologo marino Andres Cozar Cabañas, pubblicato questo mese su Proceedings of the National Academy of Sciences, ha rilevato che dovrebbe esserci molta più plastica di ciò che risulta. La notizia apparentemente positiva, in realtà non lo è affatto, poiché invece, sottende alla più che probabile ipotesi che i piccoli pezzetti di plastica delle dimensioni di un chicco di riso derivati dall’azione di sole, vento e onde siano finiti negli stomaci dei pesci pelagici. Tali pesci sono il principale anello di congiunzione tra il plancton e i vertebrati marini e sono anche anche la prima fonte di alimentazione per le specie d’interesse commerciale. Tutta la plastica che ingeriscono entra direttamente nella catena alimentare umana, a partire dal tonno e pesce spada. “Esistono prove a sufficienza che suggeriscono che gli organismi che si nutrono di plancton, i piccoli pesci, fungono da canali per l’inquinamento da plastica e per i contaminanti a essa associati”, spiega Cozar nel pezzo pubblicato da National Gaeographic qui http://www.nationalgeographic.it/ambiente/2014/07/17/news/mappa_estensione_plastica_oceani-2216804/ “Se questa ipotesi verrà confermata, l’impatto di tale fenomeno, alimentato dall’attività antropica potrebbe estendersi fino ai grandi predatori che abitano l’oceano, su larga scala”. Sempre nello stesso post il ricercatore aggiunge amaramente: “L’effetto che questi frammenti di plastica avrà sulle profondità oceaniche – l’ecosistema più ampio e meno esplorato del pianeta – è ancora un mistero. “L’accumulo di plastica potrebbe modificare questo ecosistema così enigmatico prima ancora di lasciarci la possibilità di conoscerlo davvero”. Motivi in più per spingere e stimolare la promozione centri di riciclo tipo Vedelago come prima soluzione nel breve periodo. In parallelo e per un periodo medio lungo servirebbe anche il sostegno delle aziende che promuovono materiali biodegradabili, attrezzature e macchinari adatti alla revisione e al riuso a fine vita e dei disincentivanti, in termini di tassazione, per chi invece inquina. Sappiamo tutti che nulla si crea e nulla si distrugge e che i rifiuti sono una risorsa, non un problema se solo ci fosse volontà politica. Ciò presupporrebbe la gestione dello stato e delle politiche comuni, orientata verso lo l’incremento dell’occupazione utile e la promozione della salute, non tanto direzionata allo sviluppo in termini economici generici a tutti i costi. Ai cambi di quadri politici dovrebbe in qualche modo corrispondere un mutamento di prospettiva, un evoluzione del pensiero e delle soluzioni per risolvere i problemi. Ci stiamo arrivando? Forse ci stiamo avvicinando … a poco a poco. Francesco Badalini MDF Verona

LA DECRESCITA FELICE HA IDEE E PROPOSTE CREDIBILI – Lettera pubblicata su Avvenire del 20 giugno 2014

agosto 6, 2014 by admin in Articoli giornale with 0 Comments

AVVENIRE

Caro Direttore, lunedì 16 giugno a Roma presso la Ca­mera dei deputati si è svolta con grande successo la prima conferenza naziona­le su “Decrescita e occupazione”, un e­vento straordinario che mi rende orgo­glioso di far parte del Movimento per la Decrescita Felice. L’organizzazione è sta­ta perfetta, i relatori di assoluto livello, le proposte emerse sono concrete e realiz­zabili. Con pazienza, impegno, umiltà, fatica e competenza, nel corso degli an­ni Maurizio Pallante e il Mdf hanno ac­quisito una credibilità indiscutibile: do­po Roma nessuno può più permettersi di ignorare o ridicolizzare le nostre idee e le nostre proposte. È importante che il messaggio arrivi a tutti, anche a chi, pur invitato, non si è fatto vedere (Governo, Confindustria, Sindacati). Grazie, inve­ce, ai parlamentari presenti: ci aspettia­mo che tutte le proposte che sono e­merse lunedì scorso vengano ascoltate e favorite attraverso leggi e normative a­deguate. Perché, per superare la crisi e dare un futuro ai giovani e al Paese, ser­ve una nuova politica economica tesa a creare occupazione utile attraverso l’u­tilizzo razionale delle risorse, la salva­guardia dell’ambiente e la lotta agli spre­chi di risorse e di energia.

Luca Salvi Mdf Verona

Grande successo del Primo Convegno Nazionale su Decrescita, Occupazione e Lavoro.

giugno 23, 2014 by admin in Articoli giornale, Convegno with 0 Comments

Lunedì 16 giugno 2014 a Roma presso la Ca­mera dei deputati si è svolta con grande successo la prima conferenza naziona­le su “Decrescita e occupazione”. L’organizzazione è sta­ta perfetta, i relatori di assoluto livello, le proposte emerse sono concrete e realiz­zabili. Con pazienza, impegno, umiltà, fatica e competenza, nel corso degli an­ni Maurizio Pallante e il Mdf hanno ac­quisito una credibilità indiscutibile: do­po Roma nessuno può più permettersi di ignorare o ridicolizzare le idee e le proposte del MDF. È importante che il messaggio arrivi a tutti, anche a chi, pur invitato, non si è fatto vedere (Governo, Confindustria, Sindacati). Grazie, inve­ce, ai parlamentari presenti: ci aspettia­mo che tutte le proposte che sono e­merse lunedì scorso vengano ascoltate e favorite attraverso leggi e normative a­deguate. Perché, per superare la crisi e dare un futuro ai giovani e al Paese, ser­ve una nuova politica economica tesa a creare occupazione utile attraverso l’u­tilizzo razionale delle risorse, la salva­guardia dell’ambiente e la lotta agli spre­chi di risorse e di energia. Pubblichiamo di seguito l’intervista, apparsa sull’Arena del 20 giugno, al nostro amico e socio MDF Giuseppe Dalpasso, fra i protagonisti del convegno di Roma:  Dalpasso

CALAMITA’ “NATURALI” E RESPONSABILITA’ POLITICHE

maggio 21, 2013 by admin in Articoli giornale, Uncategorized with 0 Comments

alluvione

Ancora una volta l’est veronese è finito sott’acqua. Un morto, case, scuole, aziende e centinaia di ettari di terreni allagati. Il Governatore del Veneto Zaia parla di catastrofe e stima che i danni ammontino a circa mezzo miliardo di euro. Questi eventi non sono calamità naturali ma sono il frutto dell’incuria e dello sfruttamento del territorio. La vera calamità naturale dell’Italia è la sua classe politica, formata da persone incompetenti e incapaci di un minimo di programmazione e di prevenzione. Per salvare l’Italia serve una nuova politica ambientale seria e concreta: occorre monitorare e intervenire prima delle catastrofi, non sempre dopo. Ogni euro investito nella prevenzione permette di risparmiarne dieci volte tanti. Deve diventare una priorità la messa in sicurezza e la valorizzazione del territorio, la salvaguardia e il rispetto dell’ambiente. Bisogna fermare la cementificazione selvaggia e il consumo di territorio, recuperare e ristrutturare gli immobili regolari e abbattere quelli abusivi. Solo così la faremo finita con la logica dell’emergenza e potremo salvare e rilanciare il nostro paese.

(L’Arena, 19 maggio 2013)

Fabio Salviato: bilancio di un anno di Governo Monti

dicembre 5, 2012 by admin in Articoli giornale, Governo with 1 Comment

 

Trovo che in Italia nei confronti del Presidente Monti da parte di molti commentatori e di molti politici vi sia un atteggiamento di soggezione e timore reverenziale francamente eccessivo. Per carità, il Premier Monti è senz’altro persona seria, degna, dignitosa e rispettabile, visti anche i precedenti e in generale il basso livello della politica italiana degli ultimi venti anni. Monti ha il merito di aver ridato decoro alle istituzioni, di aver migliorato l’immagine internazionale dell’Italia e di avere avviato il risanamento del paese. Tutto questo però è stato fatto con una politica di lacrime e sangue tutta incentrata sul rigore ma non sull’equità. Basti guardare il trattamento riservato al sociale, alla sanità e al Terzo Settore, mentre non è stato capace di toccare i privilegi e i costi della Politica, che è la vera piaga dell’Italia (24 miliardi di euro all’anno). Questo per me rappresenta un fallimento e mina la sua credibilità. Ecco perché vorrei segnalare una voce critica e fuori dal coro, il giudizio di una persona che ha saputo coniugare etica e successo economico fondando la Banca Etica. Fabio Salviato, fondatore e primo Presidente della Banca Etica, fa il bilancio di un anno di Governo Monti. Il suo è un giudizio documentato, argomentato con pacatezza ma impietoso e severo nella sostanza. In questo periodo in cui molti politici tirano Monti per la giacchetta, finalmente qualcuno con la schiena diritta che ha il coraggio di non inchinarsi ma di dire la verità dura e cruda, perché “in un mondo di ipocrisia, dire la verità costituisce un atto rivoluzionario” (George Orwell): http://www.romasette.it/modules/news/article.php?storyid=9338

FELICITA’, PIL E RICCHEZZA MATERIALE

ottobre 19, 2012 by admin in Articoli giornale, Uncategorized with 0 Comments

Sui giornali e in TV ogni giorno gli economisti parlano di produttività, competitività e innovazione per rilanciare la crescita. Crescita che viene cercata, invocata, desiderata, ma che non si riesce a rilanciare. Ci dicono che siamo dentro al tunnel ma cominciamo a vedere la luce, il Pil sale di mezzo punto, ma poi scende di nuovo. Sinceramente, tutto questo mi sembra un delirio. Per fortuna che qualcuno, anzi molti, iniziano a ragionare diversamente, come le centinaia di persone che hanno partecipato a Venezia, nello scorso settembre, alla terza Conferenza internazionale sulla decrescita. Come le migliaia di persone che si interrogano e iniziano a praticare concretamente la “decrescita felice”. Sempre più persone hanno capito che la felicità, il benessere, la qualità della vita non hanno alcuna relazione diretta con la ricchezza materiale. Avere molto non significa stare bene. Al contrario, staremo meglio se sapremo proporci come obiettivo non il meno, ma il meno quando è meglio. Il Movimento per la decrescita felice ( www.decrescitafelice.it ) propone una rivoluzione dolce, fatta di semplicità, di ragione e di rispetto, che si fonda sulla scelta di ridurre la produzione e il consumo delle merci che non soddisfano bisogni. Propone un cambio di paradigma per spostare la priorità dalla crescita del Pil alla crescita dell’occupazione in lavori utili, ovvero finalizzati a ridurre gli sprechi. Sono convinto che dalla crisi di oggi – che è ambientale, energetica, morale e politica, oltre che economica – si potrà uscire se la società del futuro saprà accogliere un sistema di vita e di valori fondato sui rapporti tra persone, sul consumo responsabile, sul rifiuto del superfluo (Luca Salvi, MDF Verona).

(Pubblicato su Avvenire, 18/10/12)